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INUYASHA

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INUYASHA – LA STORIA





Il manga Inuyasha è di sicuro, a mio avviso, uno dei più belli mai pubblicati in Giappone; esce per la prima volta nel 1996 sul settimanale Weekly Shonen Sunday riscuotendo già un discreto successo, non solo per la sua storia, un mix tra passato e presente che ci fa vedere in maggior misura uno schizzo del medioevo Giapponese, ma soprattutto perché a disegnarlo è la famosissima “regina del manga”, una mangaka oramai preceduta dal suo nome non solo in oriente ma anche in occidente, Rumiko Takahashi, l’autrice di grandi storie come Maison Ikkoku, Ranma ½ , Lamù la ragazza dello spazio e altre ancora (ho citato le serie più celebri e conosciute anche da noi in Italia).

La Takahashi, stimata e conosciuta per le sue storie fuori del comune (vedi Ranma ed il suo problema acqua calda ed acqua fredda e quindi la trasformazione rispettivamente in ragazzo e ragazza, l’amore tra Lamù la bellissima ragazza dello spazio e l’umano donnaiolo Ataru Moroboshi), ci regala ancora una volta una storia (in fin dei conti d’amore visto che Inuyasha è considerato dalla crtitica uno shojo manga) dal ritratto cinquecentesco con schizzi di ventesimo secolo caratterizzata in fondo da un amore ancora più impossibile di quello poc’anzi citato di Lamù ed Ataru, cioè l’amore tra un mezzo demone dell’epoca Sengoku (Inuyasha il protagonista principale maschile) e una ragazza umana, una studentessa, che vive alle soglie dell’anno duemila (Kagome la protagonista principale femminile).

Il manga arriva in Italia grazie alla Neverland (casa di distribuzione di molti altri manga), che nel Febbraio del duemilauno fa uscire il primo volumetto e grazie alla rete MTV (un grazie speciale va alla rete perchè niente viene tagliato degli anime Giapponesi originali) che ne trasmette l’anime, ed è subito boom!

E’ vero la Inuyasha-mania non ha la stessa portata magari della Dragon-Ball o della Pokemon-mania mania ma tutt’oggi l’anime è in “fase di costruzione” (siamo ancora alla quinta serie e qualcuno dice che, finalmente, dopo cinque anni siamo in dirittura d’arrivo) ed MTV e la Nerveland stanno facendo rispettivamente ascolti e vendite incredibili. La storia appassiona subito il pubblico Italiano: una ragazza, una semplice studentessa di scuola media del ventesimo secolo (Kagome), che abita in una casa con dentro un tempietto viene trasportata per incanto, tramite un pozzo nell’epoca Sengoku, il medioevo feudatario Del Giappone dove incontra un mezzo demone (Inuyasha) ed insieme a lui ed a molti altri vari personaggi, che si aggiungeranno poi, vanno alla ricerca della sfera degli Shikon (oggetto magico bramato da tutti umani e non) e dello spietato mezzo demone Naraku (nemico molto astuto ed intelligente, che si rivelerà il nemico poi di tutti nella serie).

La storia, come già detto, conquista tutti al punto tale da “costringere” MTV ad inserire nel proprio palinsesto e precisamente in prima serata, tra una stagione di episodi e l’altra, non uno ma bensì tutti e tre i film (ce ne dovrebbe essere un quarto in fase realizzativi), addirittura in lingua madre con sottotitoli in Italiano nelle successive repliche! L’inuyasha-mania era partita: il manga e non solo, anche l’anime, avevano spopolato in tutta Italia, tanto da far produrre alla Star Comix (altra grande casa produttrice di manga) anche l’anime comix (ovvero il cartone che noi vediamo in tv messo su carta stampata). Gadget, serie in dvd (ancora oggi in uscita) e serie fumettistica, i film (ovvero i famosi OAV), le OST (Origina Sound Track che sono più di tre), magliette, portachiavi, tazze e via discorrendo andavano oramai a ruba (e lo vanno ancora); Insomma la Takahashi aveva colpito ancora, un altro colpo andato a segno.

Nelle fiere del fumetto il cosplay ed i cosplayer (rispettivamente il vestirsi e chi si veste come i personaggi dei fumetti, ma non costumi banali, si arriva anche a spendere grandi cifre per cercare di assomigliare nel minimo particolare ai propri idoli) di Inuyasha impazzavano, superando di gran lunga anche i fanatici e figli di Goku, DragonBall, compagni e non solo. Insomma l’Italia era stata contagiata e lo è tutt’oggi anche se un po’ di meno (con l’avvento di Yu-Gi-Oh prima e di Naruto ora è normale che l’attenzione sugli altri va un pò calando), piaceva e piace la storia, il contesto geografico è perfetto, i colpi di scena stupendi ma soprattutto la storia non perde mai d’occhio la sua logicità e si riesce facilmente a seguire il tutto, nonostante ci siano le solite puntate che fanno allungare un po la suspance.

Anche le grandi case come la Sony e la Nintendo, con l’aiuto della Ban Dai (casa che in Giappone è molto famosa per la produzione di giochi pres dal mondo dei manga) incominciarono a muoversi ed a creare e produrre videogiochi in maniera sfrenata in tutte le salse ed in tutte le forme, cito ad esempio: Sengoku Otogi Kassen, Inuyasha (per PSX), Juso no kamen (per PS2), Naraku no wana myoinomori (per Nintendo GameBoy Advance). Concludendo Inuyasha è un manga ed un anime fantastico che ha contagiato tutti, grandi e piccolo, non solo per l’originalità della sua storia ma anche per i tanti sentimenti, quali l’amore e l’amicizia, un’opera che davvero mi sento di consigliare a tutti piccini e non.

Alessandro Ciasca (Koji)


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